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Analisi S.W.O.T.
È utilizzato da oltre mezzo secolo in ambito strategico nelle aziende di tutto il mondo per pianificare e soprattutto raggiungere gli obiettivi aziendali, meno, seppure ingiustificatamente in ambito personale. Qualunque sia la vostra necessità: far crescere la vostra compagnia o sviluppare nuove competenze personali e raggiungere nuovi traguardi personali, la matrice S.W.O.T. può venire in vostro aiuto.
È chiamata S.W.O.T. analysis o, indifferentemente, S.W.O.T. matrix ed è l’acronimo di quattro termini anglosassoni: Strengths, ossia punti di forza, Weaknesses, debolezze, Opportunities, opportunità ed infine Threats, minacce. Come abbiamo detto è applicabile a qualsiasi progetto ed ambito e viene solitamente rappresentato graficamente come una matrice riassumibile come segue:


Se in Rete è facile ed accessibile trovare documentazione, anche molto valida, in merito alla matrice in questione, spesso vengono dati per scontati alcuni aspetti che rappresentano invece dei pilastri di quest’analisi.
Il primo di essi è la definizione dell’obiettivo, infatti quest’analisi è funzionale ed applicabile ad un singolo quanto specifico obiettivo e, come vedremo più avanti, non in senso generale.

Ancora più attenzione richiede la compatibilità dell’obiettivo con la vision generale: potrebbe infatti accadere che definito l’obiettivo, che per un’azienda commerciale può essere quello di aumentare vertiginosamente il flusso di clientela, questo vada in contrasto con la visione generale dell’azienda esclusiva ed elitaria. Ovviamente è possibile perseguire entrambi questi aspetti purché il primo non contravvenga l’altro. Lo stesso dicasi in ambito personale: se ad esempio si decide di raggiungere un obiettivo, come guadagnare ingenti somme di denaro, accettando compromessi che intaccano  valori come l’onestà.

Riepilogando

1.      Definire un obiettivo chiaro e concreto
 
2.      Valutare l’impatto che il suo raggiungimento produce a livello d’identità e valori

Chiariti questi aspetti è il momento di completare la nostra matrice, partendo dall’identificare gli elementi interni, o endogeni, che ci contraddistinguono.

Per primi si riportano tutti quei punti di forza, quali competenze e risorse, purché sempre specifiche all’obiettivo. I nostri elementi distintivi in senso generale, infatti, possono qui non trovare alcuna validità in relazione allo scopo prefisso.

Le debolezze, che vanno espresse con la massima sincerità se si desidera realmente raggiungere il fine, sono tutti quegli aspetti, organizzativi, peculiari, storici che rischiano di pregiudicare il nostro lavoro. Vanno quindi attentamente ponderati ed affrontati, così che non risultino d’intralcio dopo.

Tocca a questo punto ai fattori esogeni, provenienti dall’esterno, quali, in ambito professionale, la concorrenza, norme e regole, il mercato, l’innovazione. Queste si possono suddividere in opportunità e minacce, facendo attenzione a non riportare semplicemente le une come fattore antagonista delle altre, bensì ad individuare specifici ed identificativi elementi. Qui va attentamente analizzato il mercato, l’ambiente esterno focalizzandosi esclusivamente su quello.

Proviamo insieme

A questo punto è bene provare a tradurre quanto sino adesso presentato in forma teorica in pratica, così da garantire una migliore comprensione.

1.      definiamo il nostro obiettivo, che questa volta trarremo dall’ambito personale e che abbiamo individuato nel diventare estremamente efficienti nelle nostre attività quotidiane.
 
2.      Questo può andare contro a qualcuno dei nostri valori o limitare il raggiungimento di qualche altro obiettivo? Sicuramente no, quindi procediamo.

È il momento di individuare i nostri punti di forza, che trovate riportati anche nella matrice di esempio riportata più avanti (da creare), essi sono la nostra innata, o sviluppata, capacità di concentrazione, il fatto di acquisire sempre maggiori competenze grazie allo studio ed alla lettura.

La minaccia può provenire dalla nostra incapacità di dormire a sufficienza e con regolarità a causa di cattive abitudini, come il fatto di bere (alcolici) prima di andare a dormire.
 
Passiamo alle opportunità, che abbiamo detto provengono dall’esterno. Tra queste ci potrebbe essere il fatto di poter trovare un ambiente più sereno, riservato dove poter svolgere le proprie attività, mentre le minacce possono derivare dalle interruzioni fornite dall’eccessiva ricezione di messaggi ed e-mail.

Analizzare ed agire

Partendo dai nostri punti di forza, sappiamo di avere dalla nostra un bagaglio continuamente in crescita di competenze, leggere libri su nuovi metodi e tecniche di concentrazione può rafforzarci in questo. Per risolvere le minacce potremmo cambiare abitudini o ricorrere a qualche specialista, un coach, o inserire attività, come lo sport, che tendono a correggere abitudini scarsamente funzionali al corpo ed agevolare il riposo.

Potete usufruire di una stanza tutta per voi e tagliare fuori le distrazioni, bene, è il momento di approfittarne e, per ridurre, combattere le varie minacce, decidete di silenziare gli avvisi di cellulari e computer: le vostre performances sono destinate a migliorare.

In conclusione

Come tutti gli strumenti, anche l’analisi S.W.O.T. richiede del tempo per essere acquisita correttamente e produrre risultati. Il nostro consiglio è di partire da aspetti semplici, su cui le prime volte tornare e rielaborare per, magari, accorgersi di aver tralasciato qualche elemento in precedenza.

Per supportarvi, ecco un comodo supporto da stampare ed usare subito: felice raggiungimento di obiettivo.
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